Dopo quattordici anni si è chiusa la terribile avventura umana di Julian Assange, fondatore di Wikileaks, dopo una sorta di patteggiamento dove il giornalista e informatico australiano si è dichiarato colpevole di spionaggio e dopo che un giudice federale, davanti al quale si è presentato il 25 giugno alle Isole Marianne (a giurisdizione USA, anche se molto vicine all’Australia) ha ratificato la condanna a 62 mesi di carcere che Assange ha già scontato in un carcere di Londra.
Dopo la ratifica della decisione, già avvenuta, Julian Assange sta finalmente volando verso l’Australia da uomo libero chiudendo così una vicenda umana che ci auguriamo irripetibile. Il caso Assange aveva suscitato sconcerto in tutto il mondo; diverse associazioni per la difesa dei Diritti Umani si erano impegnate in numerosissime campagne per la sua libertà e per il diritto a una libera informazione.
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Wikileaks è sempre lì, online, a dimostrazione di ciò che poteva essere fatto e delle ragioni per cui Assange ha subito la persecuzione che lo ha visto protagonista.
(26 giugno 2024)
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