di Paolo M. Minciotti, #DdlZan
Il delirio oscurantista ed omofobo della Lega trova terreno fertile nella grigia Piacenza, dove era in programma, in un centro di ritrovo giovanile presumibilmente a gestione comunale, uno spettacolo per sensibilizzare [sic] sulle questioni LGBTIQA+ con Drag Queen in scena. Sull’evento si è abbattuta la scure censoria del’assessore leghista il cui niet a 40 megatoni ha di colpo spostato Piacenza in Ungheria.
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Non è la maniera giusta, secondo il leghista anche assessore, per educare sull’argomento. Molto più lo deve essere, la maniera, il firmare manifesti anti-UE e anti-LGBTIQA+ preparati da Ungheria e Polonia, in compagnia di Meloni, quella che prima è pro-vaccini e poi cancella tutti i post per rifarsi il lifting da no-vax.
Gli organizzatori hanno detto che lo spettacolo si farà comunque, da un’altra parte – perché chi se ne frega della Lega – e al netto delle Drag Queen in scena, non vale nemmeno la pena, essendo loro la materia del contendere, scomodare la Commedia dell’Arte, o Shakespeare o tutto il cucuzzaro di Elisabettiani per parlare all’assessore che sposta Piacenza in Ungheria dell’eredità culturale rappresentata dalle Drag Queen in scena.
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(15 luglio 2021)
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