Il governo Meloni ha impugnato la legge sul suicidio medicalmente assistito a causa di gravi rilievi di incostituzionalità, nonostante la Legge varata dall’Emilia-Romagna qualche settimana poggi interamente sulle sentenze della Corte Costituzionale, quelle sentenze che per il governo Meloni sono poco più che lettera morta, ed è più che giustificato il sospetto che se non l’avesse promulgata l’Emilia-Romagna la legge non sarebbe stata impugnata.
Secondo Palazzo Chigi, la norma regionale viola la Costituzione invadendo la competenza esclusiva dello Stato in materia penale e civile. Il Governo Meloni sostiene inoltre che il testo eluda i paletti della Consulta [sic] e non garantisca il previo percorso di cure palliative, mentre invece il disinteresse e non occuparsi del problema a livello nazionale garantirebbe una vita degna?
Il presidente regionale Michele de Pascale ha stigmatizzato la scelta, ironizzando a Radio 24 sul fatto che per il Governo “l’Emilia-Romagna non può fare le cose bene” per definizione e dichiarandosi quasi certo che “la legge del Veneto non sarà impugnata”.
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